Testo Unico IVA 2027

Dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo Testo Unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10).

Le aliquote non cambiano, ma quasi tutti i riferimenti normativi cambiano numero: l’art. 10 del D.P.R. 633/72 (esenzioni) diventa art. 37, l’art. 8 (esportazioni e lettere d’intento) diventa art. 45, l’art. 17 (reverse charge) diventa art. 64, e così via.

Per accompagnare questo passaggio, Hyper Enterprise 3.1.20 introduce la funzione Conversione Codici Iva.

Perché serve

La maggior parte dei codici IVA non va toccata.

I codici soggetti a imposta (4%, 5%, 10%, 22%) non cambiano e nella fattura elettronica non riportano riferimenti normativi.

L’intervento riguarda solo i codici IVA ad aliquota zero: esenti, non imponibili, esclusi, fuori campo, inversione contabile, regime del margine.

Per questi codici, infatti, la descrizione è il testo che Hyper Enterprise scrive nella fattura elettronica, nel campo RiferimentoNormativo.

I vecchi codici però non vanno modificati: servono a mantenere corretti documenti, registrazioni, ristampe e rigenerazioni XML del 2026. Bisogna invece:

  1. creare nuovi codici con il riferimento al Testo Unico;
  2. al momento giusto, far usare a clienti, fornitori, articoli e parametri i nuovi codici al posto dei vecchi.

Fatto a mano vuol dire controllare centinaia di anagrafiche e decine di impostazioni, con il rischio di dimenticarne qualcuna.

La nuova funzione lo fa in modo guidato, con un’anteprima prima di ogni operazione e la possibilità di annullare.

Cosa fa e cosa non fa

Fa:

  • crea i nuovi codici IVA copiando le impostazioni dei vecchi (aliquota, Natura, impegno plafond, split payment, codice per autofattura, …), con la nuova descrizione;
  • alla data di passaggio imposta “Valido fino al” sui vecchi codici e aggiorna con i nuovi:
    • l’IVA degli articoli;
    • l’IVA predefinita di clienti e fornitori;
    • le sostituzioni IVA per soggetto (es. “22% → non imponibile art. 8 per l’esportatore abituale”);
    • i codici IVA delle spese (bancarie, trasporto, varie, …), con validità dalla data di passaggio, così lo storico resta;
    • le esclusioni della Liquidazione periodica (LIPE) e la tabella di corrispondenza per l’esterometro;
  • elenca i documenti ancora da evadere che usano i vecchi codici;
  • permette di annullare il passaggio in caso di problemi.

Non fa:

  • non modifica documenti né registrazioni contabili già presenti;
  • non cambia la descrizione dei vecchi codici, che restano validi per il 2026;
  • non copia sul nuovo codice le traduzioni in lingua né l’estensione AssoSoftware: entrambe contengono il vecchio riferimento normativo (vedi punto 3);
  • non gestisce cambi di aliquota: non servono, perché le aliquote non cambiano.

Prima di iniziare

  • Aggiornamento: Hyper Enterprise 3.1.20.190 con gli aggiornamenti del database installati dal Centro Assistenza Pragmos.
  • Permessi: la funzione richiede l’accesso completo all’area Amministrazione.
  • Tabella di corrispondenza: con il vostro consulente fiscale decidete, per ogni codice ad aliquota zero, il nuovo codice e la nuova descrizione. La descrizione può avere al massimo 100 caratteri, il limite della fattura elettronica. Per trovare i nuovi articoli vedete l’ultima sezione, Dove trovare il testo del Testo Unico IVA.
  • Backup: come per ogni operazione massiva, fate fare un backup del database prima del passaggio.

Istruzioni operative

1. Aprire la funzione

Amministrazione → Utility → Conversione Codici Iva.

In alto c’è la tabella delle corrispondenze, in basso le schede dei risultati di ogni operazione.

2. Compilare le corrispondenze

Per ogni codice da sostituire serve una riga con:

ColonnaCosa indicare
Vecchio codiceIl codice attuale. Si possono scegliere solo codici ad aliquota zero
Nuovo codiceIl codice che lo sostituirà, massimo 10 caratteri
Nuova descrizioneIl nuovo riferimento normativo. La colonna Car. conta i caratteri e diventa rossa oltre 100
Data passaggioDi norma 01/01/2027

Le colonne Descrizione vecchio codice e Natura si compilano da sole. Usate Nuova Riga ed Elimina Riga per aggiungere o togliere righe, e Salva per memorizzare la tabella.

Compilare da Excel (consigliato con il consulente)

  1. Premete Esporta in Excel e rispondete Sì alla domanda sui codici ad aliquota zero: nel file troverete tutti i vostri codici ad aliquota zero, con nuovo codice e nuova descrizione da completare.
  2. Fate compilare il file. Le righe dei codici da non convertire si lasciano con il nuovo codice vuoto.
  3. Premete Importa da Excel e scegliete il file. Un riepilogo indica le righe aggiunte, aggiornate e scartate, con il motivo.
  4. Premete Salva.

Le regole che il programma controlla

  • Il nuovo codice esiste già (ad esempio l’avete già creato voi, oppure volete far confluire più vecchi codici nello stesso nuovo codice): è ammesso. La descrizione viene presa dal codice esistente e non si può modificare; codice e descrizione diventano arancioni e compare un avviso.
  • Il nuovo codice esistente ha aliquota, indetraibilità o Natura diverse dal vecchio, oppure è già scaduto: la riga viene bloccata.
  • Il nuovo codice è a sua volta un vecchio codice da convertire in un’altra riga (una “catena”): la riga viene bloccata.

3. Creare i nuovi codici (da fare a dicembre)

Gruppo 1. Nuovi codici:

  1. Verifica corrispondenze: controlla la tabella senza modificare nulla. Nella scheda Esiti gli errori sono in rosso, gli avvisi in arancione.
  2. Crea nuovi codici: crea i nuovi codici IVA. Se c’è anche un solo errore non viene creato nulla. Le righe passano allo stato Preparato.

A questo punto i nuovi codici esistono, ma non li usa ancora nessuno: potete crearli con anticipo senza alcun effetto sulla fatturazione.

Dopo la creazione controllate due cose:

  • Traduzioni in lingua: se il vecchio codice aveva traduzioni, inseritele sul nuovo codice dall’anagrafica Codici IVA. Non vengono copiate, perché contengono il vecchio riferimento normativo.
  • Estensione AssoSoftware: se il vecchio codice aveva l’estensione AssoSoftware, il nuovo viene creato senza, così in fattura elettronica il riferimento normativo sarà la nuova descrizione. Un avviso lo segnala e, se serve, si può reimpostare dall’anagrafica Codici IVA.

4. Eseguire il passaggio (al cambio d’anno)

Quando: dopo l’emissione delle ultime fatture datate 2026, comprese le fatture differite dei DDT di dicembre, e prima dei primi documenti del 2027.

Se lo eseguite troppo presto, le fatture di fine dicembre usciranno con i nuovi codici.

Gruppo 2. Passaggio:

  1. Anteprima passaggio: mostra, senza modificare nulla, quanti clienti, articoli, sostituzioni e parametri verranno aggiornati. La scheda Dettaglio record li elenca uno per uno.
  2. Esegui passaggio: ripropone l’anteprima e chiede conferma, poi esegue tutto in un’unica operazione. Le righe passano allo stato Eseguito, con data e ora.

5. Controllare la situazione

Gruppo 3. Controllo → Verifica situazione. Le schede mostrano:

  • Stato conversioni: il riepilogo di ogni riga;
  • Riferimenti residui: cosa usa ancora i vecchi codici. Dopo il passaggio dovrebbe essere vuota; se compare l’IVA di default articoli, va cambiata a mano nelle impostazioni;
  • Documenti aperti: ordini, DDT e offerte ancora da evadere che usano i vecchi codici.

6. Dopo il passaggio: cosa controllare a mano

Quando un documento nasce da un altro, Hyper Enterprise riporta il codice IVA del documento di origine. Nei primi mesi del 2027 fate attenzione a:

  • fatture 2027 da DDT o ordini del 2026: riportano il vecchio codice, con il riferimento al D.P.R. 633/72 che dal 1° gennaio 2027 è abrogato. Prima di emetterle verificate il codice IVA delle righe e, d’accordo con il vostro consulente, sostituitelo con il nuovo codice;
  • note di credito su fatture 2026: di norma mantengono il codice della fattura originale;
  • registri IVA e liquidazioni: vecchio e nuovo codice compaiono su righe separate, ma i totali restano corretti;
  • stampe con diciture fisse (piè di pagina, condizioni) che citano i vecchi articoli: vanno aggiornate a parte.

Se qualcosa non va: annullare il passaggio

Selezionate una riga in stato Eseguito e premete Annulla passaggio (gruppo 3. Controllo).

Il programma mostra un’anteprima e chiede conferma, poi riporta clienti, fornitori, articoli, sostituzioni, parametri e configurazioni esattamente com’erano.

Da sapere:

  • si annulla l’intera esecuzione, cioè tutte le conversioni eseguite insieme;
  • i nuovi codici IVA restano in anagrafica, senza però che nulla li usi;
  • i valori modificati a mano dopo il passaggio non vengono sovrascritti: compaiono nella scheda Conflitti, da sistemare a mano;
  • i documenti emessi nel frattempo con i nuovi codici restano invariati. Per questo, se serve, conviene annullare subito.

Calendario consigliato

QuandoCosa
Entro novembreTabella di corrispondenza con il consulente, via Excel
DicembreImport, Verifica corrispondenze, Crea nuovi codici, controllo di traduzioni ed estensione AssoSoftware
Ultimi giorni di dicembre / primo giorno lavorativo 2027Ultime fatture 2026, poi Anteprima passaggio ed Esegui passaggio
Subito dopoVerifica situazione e controllo dei documenti aperti
Gennaio 2027Attenzione a fatture da DDT 2026 e note di credito

Per pianificare l’aggiornamento o per assistenza durante il passaggio, contattate il Centro Assistenza Pragmos.


Dove trovare il testo del Testo Unico IVA

Il testo completo del Testo Unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10) è consultabile sul portale Documentazione Economica e Finanziaria del Dipartimento delle Finanze:

Testo unico IVA – D.Lgs. 10/2026 (def.finanze.it)

Perché usare questa pagina:

  • è il testo coordinato, già aggiornato con le modifiche successive alla pubblicazione in Gazzetta (come il correttivo D.Lgs. 5 agosto 2026, n. 141): conviene usare questo testo, non il PDF originale di gennaio;
  • ogni articolo indica nell’intestazione gli articoli da cui deriva. Per trovare il nuovo riferimento di un vostro codice IVA basta cercare il vecchio articolo nelle intestazioni. Ad esempio l’art. 3 “Esercizio di imprese” riporta “articolo 4 decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”: un codice “Escluso art. 4 D.P.R. 633/72” diventerà quindi “art. 3 Testo Unico IVA”.

È il riferimento più comodo per compilare, insieme al vostro consulente, la tabella di corrispondenza dei codici IVA.